E’ del 29 dicembre la notizia apparsa sul “Il Messaggero Veneto” di Gorizia in merito agli sprechi,spese varie,doppioni nonchè parentopoli del Friuli Venezia Giulia pubblicato dall’autorevole voce del “Sole 24 ore”.
L’articolo riporta: «La legge regionale 68/1981, che dovrebbe finanziare i “grandi eventi”, col passare degli anni si è trasformata in un extrabonus a uso e consumo dei consiglieri regionali. Gli importi variano da un minimo di 5 mila a un massimo di 50 mila euro. I destinatari sono le centinaia di associazioni sportive, culturali e turistiche». «Legge mancia si dovrebbe chiamare la 68/1981. Che rischia di incorrere, come ripete inascoltato dal 2008 Alessandro Corazza nelle pesantissime sanzioni che la Corte Costituzionale ha già irrogato alla Regione Lazio».
Per quanto concerne alcune meritevoli associazioni isontine, che operano sul territorio da anni con impegno e serietà, quanto riportato nell’articolo pubblicato dal “Sole 24 ore” non è certo una novità. Dati alla mano,infatti, risulta evidente che i parametri con i quali vengono distribuiti i contributi, nello specifico quelli per la cultura, premiano da sempre quelle realtà che sono collegate “da vicino”, per non dire legate da parentela stretta, con il politico di turno come si evince nel suddetto articolo.
Per tutte quelle realtà culturali, invece, che hanno sempre fatto cultura “esportando” l’arte al di là della regione Friuli Venezia Giulia, mai utilizzando l’arte come merce di scambio, esse sono state sin dall’inizio penalizzate nel ricevere i suddetti contributi previsti dalla legge regionale.
Che la cosa fosse diventata talmente evidente lo si era capito anche in occasione dell’incontro tra gli operatori culturali e l’Amministrazione regionale avvenuta a villa Manin in occasione di “Gli stati generali della cultura. La regione ascolta la cultura“.
Nulla di nuovo quindi. Cose che si sono sempre sapute e che nonostante le varie giustificate lamentele delle associazioni “orfane”, non hanno sino ad oggi sortito alcun effetto concreto.
E’ noto che per accedere al contributo regionale ci sono dei parametri da rispettare. E’ altrettanto noto,però, che c’è sempre un responsabile che “filtra” le domande decidendo a chi assegnare il contributo.
Un altro dato che emerge, analizzando le tabelle delle associazioni che percepiscono il contributo, è la disparità tra musica e arte visiva. La maggior parte dei contributi vanno,infatti, alle associazioni musicali. Solo una piccola parte va al mondo dell’arte visiva e ancor meno, se non nulla, all’arte digitale nonostante la regione Friuli Venezia Giulia sia, per il digitale, un punto di riferimento nazionale.
Questo dato è estremamente interessante se teniamo presente il fatto che la regione Friuli Venezia Giulia, con la sua città di Gorizia, è stata una delle prime regioni italiane a promuovere l’arte digitale assieme alla fotografia artistica digitale. Considerando,inoltre, che il centro regionale di catalogazione di Villa Manin di Passariano (UD) ha catalogato alcuni dei più importanti artisti digitali regionali, risulta oltremodo singolare che per il 2011 non ci sia stato alcun evento d’arte digitale degno di ricevere il contributo.
Quindi, se da una parte la Regione salvaguarda l’arte digitale catalogando nel SIRPAC (Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale) gli artisti e le loro opere digitali con le relative schede ministeriali OAC (Opere di Arte Contemporanea), dall’altra, invece, penalizza coloro che sono stati sin dagli albori i promotori di questa nuova forma d’arte, oggi considerata “patrimonio culturale” dalla stessa Regione.
Auspicando che il 2012 sia più equo, in tutti i sensi, si coglie l’occasione per augurare Buon Anno a tutti i visitatori.





























































































































































































