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BlockArt News

arte digitale contemporanea, artisti digitali e cultura digitale a cura di paul david redfern.

E’ del 29 dicembre la notizia apparsa sul “Il Messaggero Veneto” di Gorizia in merito agli sprechi,spese varie,doppioni nonchè parentopoli del Friuli Venezia Giulia pubblicato dall’autorevole voce del “Sole 24 ore”.

L’articolo riporta: «La legge regionale 68/1981, che dovrebbe finanziare i “grandi eventi”, col passare degli anni si è trasformata in un extrabonus a uso e consumo dei consiglieri regionali. Gli importi variano da un minimo di 5 mila a un massimo di 50 mila euro. I destinatari sono le centinaia di associazioni sportive, culturali e turistiche». «Legge mancia si dovrebbe chiamare la 68/1981. Che rischia di incorrere, come ripete inascoltato dal 2008 Alessandro Corazza nelle pesantissime sanzioni che la Corte Costituzionale ha già irrogato alla Regione Lazio».

Per quanto concerne alcune meritevoli associazioni isontine, che operano sul territorio da anni con impegno e serietà, quanto riportato nell’articolo pubblicato dal “Sole 24 ore” non è certo una novità. Dati alla mano,infatti, risulta evidente che i parametri con i quali vengono distribuiti i contributi, nello specifico quelli per la cultura, premiano da sempre quelle realtà che sono collegate “da vicino”, per non dire legate da parentela stretta, con il politico di turno come si evince nel suddetto articolo.

Per tutte quelle realtà culturali, invece, che hanno sempre fatto cultura “esportando” l’arte al di là della regione Friuli Venezia Giulia, mai utilizzando l’arte come merce di scambio, esse sono state sin dall’inizio penalizzate nel ricevere i suddetti contributi previsti dalla legge regionale.

Che la cosa fosse diventata talmente evidente lo si era capito anche in occasione dell’incontro tra gli operatori culturali e l’Amministrazione regionale avvenuta a villa Manin in occasione di “Gli stati generali della cultura. La regione ascolta la cultura“.

Nulla di nuovo quindi. Cose che si sono sempre sapute e che nonostante le varie giustificate lamentele delle associazioni “orfane”, non hanno sino ad oggi sortito alcun effetto concreto.

E’ noto che per accedere al contributo regionale ci sono dei parametri da rispettare. E’ altrettanto noto,però, che c’è sempre un responsabile che “filtra” le domande decidendo a chi assegnare il contributo.

Un altro dato che emerge, analizzando le tabelle delle associazioni che percepiscono il contributo, è la disparità tra musica e arte visiva. La maggior parte dei contributi vanno,infatti, alle associazioni musicali. Solo una piccola parte va al mondo dell’arte visiva e ancor meno, se non nulla, all’arte digitale nonostante la regione Friuli Venezia Giulia sia, per il digitale, un punto di riferimento nazionale.

Questo dato è estremamente interessante se teniamo presente il fatto che la regione Friuli Venezia Giulia, con la sua città di Gorizia, è stata una delle prime regioni italiane a promuovere l’arte digitale assieme alla fotografia artistica digitale. Considerando,inoltre, che il centro regionale di catalogazione di Villa Manin di Passariano (UD) ha catalogato alcuni dei più importanti artisti digitali regionali, risulta oltremodo singolare che per il 2011 non ci sia stato alcun evento d’arte digitale degno di ricevere il contributo.

Quindi, se da una parte la Regione salvaguarda l’arte digitale catalogando nel SIRPAC (Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale) gli artisti e le loro opere digitali con le relative schede ministeriali OAC (Opere di Arte Contemporanea), dall’altra, invece, penalizza coloro che sono stati sin dagli albori i promotori di questa nuova forma d’arte, oggi considerata “patrimonio culturale” dalla stessa Regione.

Auspicando che il 2012 sia più equo, in tutti i sensi, si coglie l’occasione per augurare Buon Anno a tutti i visitatori.

Al Palazzo del Governo, sede della Prefettura di Gorizia, si è svolto ieri il consueto brindisi di Buone Feste.

Il Prefetto di Gorizia S.E. Maria Augusta Marrosu ha fatto gli “onori di casa” e ha porto il saluto agli ospiti presenti.

Tra le varie autorità dello Stato e le personalità del mondo dell’imprenditoria, della politica, invitate al brindisi, anche alcune associaizoni culturali tra cui la goriziana Graphiti.

Erano, infatti, presenti in qualità di ospiti sia il presidente di Graphiti, Giuseppina Mastrovito, che Paul David Redfern, direttore del virtualGmuseum.

Presenti, inoltre, anche personaggi del mondo musicale come il M. Claudio Pio Liviero, direttore della “Gorizia guitar orchestra” e Maria Francesca Arcidiacono con Mario Milosa del noto “Athanor guitar quartet” di Gorizia.

In rappresentanza della realtà digitale oltre a Paul David Redfern era presente anche l’artista triestino Fabio Fonda entrambi catalogati nel SIRPAC del Centro di catalogazione regionale di Villa Mannin di Passariano (UD).

L’Amministrazione locale è stata rappresentata dal Sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, dal Presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, dall’Assessore alla Cultura della Provincia, Federico Portelli, dal Consigliere comunale Franco Hassek, soltanto per citarne alcuni.

L’associazione culturale Graphiti si unisce, quindi, agli auguri del Prefetto e augura a tutti i visitatori del di “Blockart news” Buone Feste!

Servizio fotografico: Paul D. Redfern

Recentemente in occasione delle giornate dedicate ai musei ho avuto modo di vedere il nuovo progetto artistico di Franco Milani e Nicoletta Leghissa. Due interessanti performance visive esposte negli spazi di Transemdia Arti Visive di Staranzano, località Risaia 1.

La performance visiva di Legissa si svolge in modo continuato e gli atti di transizione da uno stato all’altro divengono luoghi di riflessione e rivelazione. Il movimento estremamente rallentato fa dilatare nel tempo un intero mondo di emozioni, e gli attraversamenti virtuali d’una superficie d’acqua, trascendono la fisicità delle leggi che regolano lo spazio e il tempo amplificando il significato e la percezione visiva.

Le immagini di Franco Milani, invece, visualizzate tramite molteplici schermi digitali, sono riprese attraverso diverse condizioni formali ed emotive Il movimento estremamente rallentato fa dilatare nel tempo un intero mondo di emozioni, e gli attraversamenti virtuali d’una superficie d’acqua, trascendono la fisicità delle leggi che regolano lo spazio e il tempo.

Ancora una volta i due artisti isontini sono riusciti nell’impresa, non facile, di realizzare opere dense di contenuti.

Per coloro che desiderano partecipare al Concorso Internazionale di fotografia “Med nebom in zemljo” (Tra cielo e terra) si porta a conoscena che il termine ultimo per la compilazione della relativa scheda di partecipazione è il 5 gennaio 2012.

Giunto alla sua terza edizione al concorso partecipano fotografi da tutto il mondo confermando l’interesse che suscita questo “giovane”concorso.

Anche una piccola realtà come il fotoclub Veno Pilon di Aidussina ha delle buone carte da giocare e non fa nulla da invidiare rispetto a concorsi più blasonati.

Quattro i temi a cui orientarsi: A) Il volo, B) Tema libero, C) Natura e D) Macro. Per tutti i temi, tranne per quello libero, non sono ammesse elaborazioni digitali.

Il concorso gode del patrocinio del Photopraphy Society of America (PSA), Federatione Internatinale de l’Art Photographique (FIAP) e dalla Fotografska Zveza Slovenije (FZS)La giuria è composta da Vasja Doberlet (Slovenia), Jure Kravanja (Slovenia), Paul David Redfern (USA-Italia)

Ulteriori notizie in merito si trovano sul sito del fotoclub sia in sloveno che in inglese: http://www.fotovenopilon.si/

Tra le molteplici iniziative culturali che avvengono nell’isontino quella creata dall’Associazione Transmedia di Staranzano è certamente tra le più interessanti.

Da anni l’associazione realizza “Arte open” e anche quest’anno ha portato a conclusione l’oramai noto appuntamento annuale. Ma Transmedia, oltre ad organizzare eventi culturali, offre anche un supporto tecnico a coloro che si dedicano alla pittura.

Da tempo, infatti, esiste il laboratorio di pittura ad olio coordinato da Nicoletta Leghissa e Franco Milani e come ogni anno i risultati degli allievi vengono esposti a Staranzano.

Dall’ 11 al 18 dicembre è possibile vedere, “Percezioni cromatiche”, i risultati del laboratorio presso gli spazi espositivi del Municipio di Staranzano in Piazza Alighieri n° 26 e alla Biblioteca in via F.lli Zambon n° 2.

Servizio fotografico: Paul D. Redfern

Come ogni anno anche per il 2011 si sono svolte le “Giornate Europee del Patrimonio” indette dalla Comunità europea.

Anche per questa edizione Gorizia, grazie all’associazione culturale Graphiti ed il virtualGmuseum, è stata protagonista con vari appuntamenti culturali dedicati alla fotografia. Si è svolta, infatti, la terza edizione di “goARTonline”, il festival della fotografia analogica, digitale e in movimento, che ha animato diverse locations dislocate tra Gorizia e Medea.

Il programma ha proposto nel capoluogo isontino tre eventi:Musei Provinciali, Palazzo del Governo (Prefettura) e Chiesa Sante Estigmate (Parco Basaglia). Il primo appuntamento si è svolto nella prestigiosa sede dei Musei Provinciali di Borgo Castello con le fotografie di quattro artisti, tre dei quali isontini: Arduino Altran di Gorizia, Enzo Tedeschi di Cormons e Maurizio Frullani di Ronchi dei Legionari, e il quarto, Simon Zamar, proveniente dalla vicina Slovenia.

Sempre ai Musei Provinciali di Borgo Castello per la fotografia in movimento è stato proiettato il fotomove artistico dal titolo “The Raibl, emozioni in miniera” dedicato alla miniera della omonima località Raibl – Cave del Predil sita a circa 10 km da Tarvisio. Il fotovideo è stato realizzato dai fotografi goriziani Giuseppina Mastrovito e Paul David Redfern. Il quartetto goriziano di chitarra classica “Athanor guitar quartet” composto da Maria Francesca Arcidiacono, Mario Milosa, Valentina Roselli e Fulvio Sain ha concluso la serata.

Per la prima volta, a Gorizia, è stata inoltre inaugurata nella chiesa “Sante Estignate”, ubicata all’interno del Parco Basaglia, una mostra di fotografia digitale. Protagonista di questa esposizione è stata l’autrice goriziana Loredana Princic. “Natura, ciò che sta morendo” , invece, il titolo della mostra.

Servizio fotografico: Paul D. Redfern

Nel variopinto mondo dell’informazione online, a volte forse non veritiera come già riscontrato da voci autorevoli in riferimento a Wikipedia, risulta difficile trovare siti, blog e quant’altro che facciano corretta informazione. Certo lo sviluppo, la molle degli argomenti gestiti da Wikipedia, nonché la miriade di persone che contribuiscono all’inserimento dei dati, non può essere sinonimo o garanzia di serietà. A tal proposito già tempo addietro, 27 gennaio 2011, il settimanale Panorama trattava l’argomento con annessa anche l’intervista del fondatore di Wikipedia.

Nella rivista, infatti, a pagina 35 è stato pubblicato un articolo dove il giornalista poneva la questione dell’affidabilità e alla quale il padre di Wikipedia (Jimmy Wales) confermava che:”…Certo ci sono elementi che favoriscono l’affidabilità e altri che la danneggiano. Dobbiamo capire come separare gli uni dagli altri e affrontare i problemi senza generalizzazione.”

Una risposta onesta ma che pone un altro quesito: in che percentuale sono gli elementi affidabili di Wikipedia? Inoltre, per stessa ammissione di Wales, esiste anche il problema degli atti di vandalismo sui contenuti. A tal proposito Wales fa questi esempi:”…Il vandalismo è una questione banale: alcune persone inseriscono parolacce in mezzo agli articoli oppure li cancellano o sostituiscono la foto con un’altra…”

Non credo che si possa definire l’inserimento di parolacce in un articolo fatto da altre persone una banalità soprattutto considerando il fatto che per la ricerca scolastica possono frequentare Wikipedia anche utenti che dovrebbero essere “protetti” da simili eventualità.

Sono giunto, quindi, alla conclusione che certi blog di utenti privati, che con sacrifico e umiltà ma certamente con onestà trattano il loro argomento a prescindere quale esso sia, sono mediamente più affidabili di Wikipedia che per mantenersi in vita organizza annualmente una raccolta di fondi (circa 6 milioni di dollari) che ottiene, a detta del fondatore, senza grande fatica nonostante la crisi. Non male per un servizio fatto gratuitamente dal popolo di naviganti tecnologici.

Per quanto riguarda l’arte contemporanea isontina ha preso, come si suol dire, “piede” il blog “Blockart news” che attualmente viene visitato da oltre mille (1000) visitatori giornalieri.

Nato quasi per gioco o forse per esigenza, infatti nasce da una idea dell’associazione culturale Graphiti per supplire alla carenza mediatica locale, in breve tempo ha acquisito credibilità anche a livello nazionale tanto che risulta essere tra i blog consigliati da Tiscali per la serietà di contenuti e la sua affidibilità.

Ovviamente “Blockart news” non ha la pretesa di colmare il gap tra i quotidiani locali e le notizie sugli eventi culturali del territorio, ma semplicemente informare online i propri sostenitori di alcune delle iniziative più interessanti che avvengono a Gorizia e dintorni.

Nell’attuale situazione dove a Gorizia le notizie culturali vengono notificate soltanto su “Il Piccolo”, unico quotidiano rimasto nel capoluogo isontino, ben venga quindi anche questa forma alternativa di fare notizia.

Argomenti similari:

http://guide.supereva.it/arte_digitale_contemporanea/interventi/2011/01/wanted-arte-digitale-online

Nel variegato panorama espositivo di Gorizia e dintorni, mi riferisco alla MedaArT gallery di Medea, si aggiunge una nuova galleria gestita da due giovani professionisti con la passione dell’arte fotografica.

Si è, infatti, da poco inaugurato lo studio Faganel, gestito da Marco Faganel e Sara Occhipinti, che oltre ad occuparsi di cornici e quant’altro concerne il settore della pittura e affini avrà come obiettivo la divulgazione dell’arte contemporanea.

Al taglio del “nastro” la mostra del fotoclub goriziano “Skupina75” da anni uno dei protagonisti del vasto mondo fotografico isontino. La mostra ha brillato oltre che per la qualità tecnica anche per l’alto contenuto artistico.

In attesa dei prossimi appuntamenti espositivi auguro a Marco e Sara il successo che meritano.

Con la mostra del pittore sloveno Pavle Zamar si è concluso il calendario espositivo del 2011. La mostra, organizzata dal virtualGmuseum in collaborazione con Graphiti ed il Comune di Medea (GO), ha infatti chiuso una brillante stagione culturale iniziata con il progetto “virtualGart” nell’ambito della “Settimana della Cultura” organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e finita con le “Giornate Europee del Patrimonio (GEP)” .

La mostra dell’artista Zamar, quindi, si è collocata nel progetto denominato “goARTonline” inserito nelle GEP e ha rafforzato il successo della MedeART gallery piccola chicca nel mondo dell’arte contemporanea.

In esposizione opere di forte impatto visivo e storicamente molto interessanti. Il pubblico presente all’inaugurazione ha avuto modo di apprezzare sia la tecnica che il linguaggio espressivo di questo grande artista sloveno.

Il virtualGmuseum sta già preparando il calendario espositivo per la prossima stagione. Oltre agli artisti isontini e giuliani saranno ospitati anche artisti della vicina Slovenia, Austria e Croazia. L’associazione culturale Graphiti assieme al virtualGmuseum di Gorizia hanno già avviato degli incontri con queste realtà artistiche e stanno scegliendo i candidati per il 2012.

Stagione espositiva 2011: “I purcitars di Medea”, Daniele Bianchi, Mariano Di Clemente, Pavle Zamar

Servizio fotografico: Paul David Redfern, Giuseppina Mastrovito

L’argomento precedente verteva sulla diffusione della fotografia digitale di massa. Ho descritto, cioè, quali sono stati i cambiamenti e cosa in effetti è avvenuto con la distribuzione delle fotocamere digitali e, quindi, con la divulgazione della fotografia digitale. Grazie alla tecnologia digitale chiunque oggi può “congelare” momenti delle propria vita come, ad esempio, compleanni e ricorrenze varie, ma al contempo essere anche “protagonista” di eventi che accadono nel mondo: cosa impensabile fino a pochi anni fa.

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Tratto da www.whipart.it
Servizio fotografico: Giuseppina Mastrovito, Paul D. Redfern